Carbon Offset: Come compensare le emissioni di anidride carbonica nel mondo

Che cos’è l’anidride carbonica?

L’anidride carbonica è un gas composto da un atomo di carbonio e due di ossigeno. L’anidride carbonica si forma in seguito all’ossidazione di composti organici, cioè contenenti atomi di carbonio in forma ridotta. I legami fra atomi di carbonio in forma ridotta sono altamente energetici e le molecole che ne contengono rappresentano una delle strutture fondamentali che sostengono tutte le forme di vita terrestri. Si pensi, ad esempio ai carboidrati che forniscono energia metabolica agli esseri umani ma anche agli idrocarburi che invece costituirono la principale fonte di energia sfruttata dall’uomo per attività antropiche. Infatti, molte attività antropiche sfruttano l’energia dei legami che costituiscono queste molecole e restituiscono anidride carbonica come scarto a basso contenuto energetico.

Il ciclo del carbonio

Il carbonio in natura subisce continuamente trasformazioni causate da vari processi quali la respirazione cellulare, la fotosintesi clorofilliana, la digestione, la decomposizione, la mineralizzazione, la combustione ed altri. Questi processi contribuiscono a spostare il carbonio fra i diversi “stock”  o riserve naturali. Alcuni di questi processi avvengono in natura molto lentamente (si pensi allo stock di carbonio nelle rocce con dinamiche nell’ordine di grandezza dei milioni di anni), mentre altri avvengono più velocemente (si pensi al carbonio nelle riserve a scambio veloce, come atmosfera, suolo e vegetazione, con turnover che varia da secondi a millenni).

Qualunque cambiamento nel ciclo che sposta il carbonio fuori da uno stock lo trasferisce inevitabilmente nelle altre riserve naturali. Ad esempio, le piante, con la fotosintesi, compiono uno scambio istantaneo durante il quale il carbonio viene preso dall’atmosfera e fissato nei tessuti della pianta. Per questo bruciare biomassa derivante dalla fotosintesi è, dal punto di vista del bilancio di carbonio, qualcosa di neutro se bruciamo alla velocità con cui la biomassa si rigenera. Nessuna possibilità di non emettere CO2 netta dal bruciare combustibili fossili, visto che la loro formazione richiederebbe comunque milioni di anni: questa CO2 va sicuramente ad aumentare lo stock di gas ad effetto serra presente in atmosfera.

Come ridurre le emissioni di CO2

Quando si tratta di emissioni di CO2 è fondamentale ricordare che sia le attività antropiche che i processi naturali possono comportare sia emissioni che assorbimenti di CO2. Infatti le emissioni che agiscono sul riscaldamento globale sono quelle che non vengono compensate dagli assorbimenti, cioè le emissioni nette. Per questo motivo la riduzione delle emissioni passa attraverso due strategie: la riduzione delle emissioni a livello della fonte (ad esempio riducendo l’uso di combustibili fossili) e l’aumento degli assorbimenti (attraverso la fissazione del carbonio tramite fotosintesi).

Carbon offset: azioni per compensare le emissioni di CO2

La strategia di compensazione delle emissioni di CO2 (carbon offset) si basa sul principio secondo cui intensificando i processi che comportano un assorbimento di CO2, si riducono le emissioni nette di CO2, ossia quelle che impattano a livello di riscaldamento globale. Le strategie di compensazione sono varie, molto diverse fra loro, e con diversi gradi di costi ed efficacia. Probabilmente la strategia più semplice è quella di aumentare gli assorbimenti naturali, ovvero, aumentare la superficie ricoperta di vegetazione, soprattutto di alberi. Le piante infatti assorbono la CO2 dall’atmosfera e la immagazzinano sotto forma di biomassa (legno). La CO2 sottratta all’atmosfera non potrà così incrementare l’effetto serra e intensificare il riscaldamento globale.

 

 

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